16 marzo 2009

Propositi bellicosi





Che succede quando un appassionato di un dato scrittore mette le mani su un gioco di ruolo ispirato alle sue opere? E che succede se quel dato scrittore è il creatore di un universo che dire che ispira 'na cifra il detto appassionato è usare un eufemismo? Beh, ora conosco la risposta, e tale risposta mi preoccupa. Mi hanno prestato il manuale base de "Il Richiamo di Chtulhu", e lo sto studiando palmo a palmo. E questo è un fatto. Il secondo fatto, il "detonante", è che sono un accanito lettore e estimatore dei romanzi di Howard Philips Lovecraft. Ho letto alcuni suoi lavori, e non posso fare a meno di dire che ha creato un universo horror molto particolare e ancora oggi innovativo a mio parere, perché è un genere mistery-horror che si basa molto su altri "generi" non contigui all'horror: c'è il western, c'è l'archeologia, a tratti il romanzo d'avventura classico. Il problema è uno solo: che a mio parere tutto quel ben di Dio creato dal Solitario di Providence è gravemente danneggiato dalla qualità stilistica dei suoi racconti. Storie come "Il Richiamo di Chtulhu" o "L'Orrore di Dunwich" sono storie che dal punto di vista dell'originalità sono un vero godimento per l'immaginazione, uno splendido banchetto che aspetta solo di essere divorato. E questo sia dal punto di vista delle trame (alcuni racconti sono veramente spaventosi) sia da quello della "mitologia di base" attorno a cui ruotano le storie. Il problema è che Lovecraft era uno scrittore prolisso, troppo aulico persino per la sua epoca, contorto, pesante e che spesso scadeva nel sensazionalismo e nella teatralità più marcata. Se Stephen King avesse inventato i Miti di Chtulhu e li avesse "fatti crescere" con quella straordinaria potenza stilistica che lo rende a mio parere uno dei migliori scrittori del Secondo Novecento, l'universo dei Grandi Antichi sarebbe stato il miglior scenario immaginifico di ogni tempo. Questo spiega perché,ogni volta che provo a leggere un racconto del Solitario, ci impiego due mesi e spesso lo reputo un brutto racconto (!). Per fortuna esiste la possibilità di prendere quel patrimonio e di svilupparlo attraverso l'attività ludica che più si avvicina alla scrittura, il Gioco di Ruolo appunto. Il Master legge Lovecraft, lo adora, si mette di fronte al computer, scrive una sceneggiatura, e poi coinvolge i suoi giocatori in una terribile storia di follia, orrore, morte, mistero... la grandezza dei Miti fa il resto; un bravo master può creare un'avventura straordinaria, se sa usare gli elementi di Lovecraft al massimo. Ma il bello per me deve ancora venire. L'epoca in cui Lovecraft ambientò la sua epopea horror è il primo Novecento, e spesso il gioco fornisce le regole per ambientare le avventure anche all'oggi, o prima. Questo vuol dire che un malato di Storia come me ha più di un'opportunità di sfruttare le storie del Solitario e gli aspetti più cinematografici e coinvolgenti del Novecento. Ad esempio io ho voluto inserire l'elemento del Proibizionismo... ma gli spunti sono tantissimi. E non solo, mi sono reso conto che, a differenza di D&D, con Chtulhu proprio la presenza della Storia dà l'opportunità ad ogni bravo Master di scavare in profondità in ogni sua avventura. Ho trovato informazioni e spunti fantastici su Internet, ad esempio: master che hanno trovato il calendario originale del 1925 per rendere più vera l'ambientazione. Di questo passo si potrebbe espandere l'universo di Lovecraft all'infinito. Non ci posso fare niente, sarà per la mia anima "razionalista", ma è molto più coinvolgente per me del creare storie di D&D. Non a caso sono sempre stato più lovecraftiano ché tolkeniano. Come si dice... a ognuno il suo...

04 marzo 2009

"Public Enemies": la locandina.


Primo poster del nuovo film di Michael Mann... con Johnny Depp e Christian Bale... incentrato sulla carriera di Dillinger durante la Grande Depressione... domani esce il trailer, per oggi ci dobbiamo "accontentare" di una preview di trenta secondi dello stesso.