28 novembre 2008

"Come Dio comanda" di Salvatores

E' arrivato il trailer del nuovo noir di Gabriele Salvatores, "Come Dio comanda" tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti, con Elio Germano. In verità su "FilmTV" dicono che il film è un dramma, ma chi conosce l'autore sa bene che Ammaniti è un classico esponente del noir all'italiana. Comunque c'è da dire che anche il precedente film di Salvatores, "Quo Vadis Baby", partiva con la nomea di noir all'italiana e poi si rivelava uno psicodramma familiare un pò più boardline. Questo non fa prevedere nulla di buono, anche se il trailer è forte. Speriamo bene...

A me "Quo Vadis, Baby?" non era piaciuto, troppe incertezze in una trama che non sapeva se essere poliziesco-mistery o dramma, attori un pò troppo sopra le righe (compresa l'attrice che mi fa letteralmente morire ogni volta che la vedo), un pò troppe pretese da boardline in un film che nn lo era. Invece "Io non ho paura" è stupendo, un capolavoro del cinema italiano anni 2000, ma lì si entra in territorio del cinema d'autore italiano: un terreno che personalmente non frequento molto a causa delle cantonate che di solito si pigliano in questi tempi. Bel film, "Io non ho paura".

Adesso vedremo se Ammaniti-Salvatores ripeteranno il miracolo cercando di risollevare le sorti del cinema di genere italiano (la cui situazione è tragica).

25 novembre 2008

Sean l'Ammazzaorchi

Voglio presentarvi un nuovo lato del mio essere. Anzi, facciamo due




Lui è Sean O'Rourke, l'Ammazzaorchi, il mio personaggio nella campagna di D&D che sto seguendo con Massimo alla magnifica Gilda del Drago Nero di Bracciano, gestita dal carissimo Bigio Cecchi.


Sean è un barbaro di secondo livello, "tank" specializzato in stragi di orcacci e di altri nemici. E' un guerriero indomito e coraggioso, non adora le mezze misure e spesso preferisce creare caos attorno a sé per distrarre il nemico e poi colpirlo duramente. Ora è dotato di due stranissimi bracciali magici che gli permettono di moltiplicare la sua forza in modo: i suoi colpi sono letali e temuti, la lama della sua spadona sfettuccia tutto quello che gli capita davanti, e non solo. Sean è un cacciatore d'orchi, un Ammazzaorchi. Quando vede un orrido Pelleverde Sean O'Rourke non controlla più sé stesso e distrugge chiunque ne abbia le sembianze, e anche il solo sentirne parlare lo fa entrare in Ira Barbarica. Ma Sean non è solo una macchina per uccidere. Ha anche una profonda fiducia nel Bene e nella necessità di conseguirlo; anche se non è saggio né furbo, sa che la prima cosa che deve fare quand'è in viaggio in cerca d'avventure è aiutare gli altri e mantenere la giustizia e la fratellanza nel suo gruppo. Purtroppo spesso sottovaluta il suo stesso equipaggiamento, cadendo vittima di alcune ingenuità incredibili che rischiano di costare la vita dei suoi compagni! Ma un giorno imparerà ad applicare alla sua furia assassina la saggezza e la strategia. E allora sarà veramente un grande guerriero...



Lui invece potrebbe potenzialmente corrispondere al mio eroe nella campagna che gioco con Fulvio, il giovane Valygar (si, lo so: giovane nun è ma mò ve tenete questo!). Sono diventato talmente drogato di D&D che giocare due campagne mi entusiasma. Valygar è un personaggio ancora più folle di Sean.
Valygar ha soli 23 anni ed è appena uscito dalla scuola militare; i suoi istruttori l'hanno cresciuto a suon di inni e marce militari, sferragliare di spade, scudi e armature, ma soprattutto impartendogli un odio viscerale nei confronti degli Orchi... avendo questa formazione, Valygar è in breve diventato un guerrafondaio amante dell'azione, un soldato coraggioso, spericolato, molto folle e che lentamente e duramente sta cominciando a capire che se vuoi sopravvivere, in guerra, è meglio essere saggi e pacati...
Insomma, questa pagina del mio diario virtuale per raccontare che adoro 'sti due qui sopra e sono in crisi d'astinenza da D&D!! Non gioco da una settimana... e domani niente Massimo causa scuola guida... ma forse, passerò a fare una visita... e forse qualcosina di più, se ce ne sarà bisogno: il mio gruppo è in pericolo serio ed io potrei dovergli dare una mano! Resistete ragazzi!!

Ho bisogno di riflettere

Io sono un tipo strano, perché a me piace pensare.

Mi piace al di sopra di ogni altra cosa, perché non accetto in alcun modo che qualcuno mi dica di accettare un dogma. Sono a favore della laicità dello stato, ma per esempio penso che nella società di oggi e nella politica esistano tanti altri bigottismi e fondamentalismi, verso ideologie e convinzioni.
Oggi stavo leggendo un libro di Wistrich, un professore dell'università di Gerusalemme, su Hitler e l'Olocausto. Si parla della Shoah da diversi punti di vista: come nacque il nazismo, come si estese a macchia d'olio, come secoli di antisemitismo cristiano diedero una carica inarrestabile alla potenza sterminatrice di Hitler. E come poi secondo gli storici anche gli Alleati non è che avessero dato tutto questo grand'aiuto alla fine del più grande orrore della storia umana.


Solo che io su questi ultimi punti sono scettico.

Attenzione, non vuol dire che nego che l'antisemitismo di stampo cristiano non abbia aiutato decisamente l'opera di Hitler, né dico che gli Alleati durante la guerra avessero come interesse di liberare innanzitutto gli ebrei.

Non lo dico, perché so che sbaglierei in entrambi i casi.


Il problema è che non accetto (e lo dico pacatamente, come fosse un'obbiezione fatta fra amici), che la responsabilità principale dell'Olocausto venga data al famoso "nessuno ha fatto niente per impedirlo" degli Alleati e della Chiesa. Non posso accettarlo; non perché sono cattolico o perché mi considero sostenitore dell'America (che ha il suo bel carico di scheletri nell'armadio, comunque, ma che penso con Obama si sia riscattata). Ma perché storicamente esistono le risorse per dire che invece non ci fu solo silenzio, non ci fu sono tacito acconsentimento, o, se ci fu (cosa che è vera, ripeto), ci sono delle ragioni. Con queste ragioni non si vuole giustificare, si vuole dire un'altra cosa. Si vuole dire che, se non si da una spiegazione a questo comportamento così poco "da buoni" degli Alleati durante quel periodo storico si è costretti a fare una gigantesca marmellata fra alleati e nazifascisti e a dire "degli ebrei non gliene importava niente a nessuno".

Secondo me se si arriva a dire questo non solo si sbaglia ma si fa qualcosa di peggio: si tenta di spaccare un'alleanza silenziosa fra tutte quante le forze progressiste e libertarie, di centro e di sinistra, esistente anche e soprattutto durante la guerra.

Semplicemente volevo espletare una riflessione. Perché non posso credere all'ipotesi del complotto nazi-americano-cristiano per lo sterminio degli ebrei? Bah, innanzitutto perché chi parla di complotto a sessant'anni di distanza, mi sta sul cavolo a prescindere. Spesso ciò che nella Storia viene definito una circostanza da complotto è semplicemente una situazione che non possiamo capire perché non viviamo in quel tempo, e non possiamo comprendere affondo cosa accadde. Alla domanda "E' vero che molti americani erano antisemiti?" io rispondo senza problemi "Si, è vero". Lo si vede anche da un bellissimo film (americano anche quello) chiamato "I Giovani Leoni" di Edward Dymtryk, un regista d'origini europee che tra l'altro durante il maccartismo fu tacciato di "comunismo" assieme a Dalton Trumbo (sceneggiatore di "Spartacus"). Ne "I Giovani Leoni" c'è il personaggio di Montgomey Clift, Noah Ackermann, che è un fante americano ebreo che inserito in un plotone viene detestato da tutti perché appunto "giudeo". E si sta parlando della "grande America" Roosveltiana. Ricordiamoci che il razzismo è tutt'altro che estraneo alla cultura americana (qualcuno ha mai sentito parlare di Martin Luther King o Mohammed Alì?!). Però dico: da qui a gridare all'assoluta responsabilità degli Alleati nel genocidio è troppo. Ci si scorda di troppe cose. Sembrerà retorico, lo so, perché tanti finti "democratici" (qualcuno ha detto Silvio? Nessuno? ambé...) ultimamente hanno fatto ricorso a queste argomentazioni, ma qualcuno dovrebbe ricordarsi ogni tanto dei circa 150.000 yankees letteralmete ridotti a mò di gorgonzola il 6 giugno del 1944. E magari qualcuno dovrebbe ricordarsi dei "cavalieri di Arnhem", i paracadutisti inglesi che rimasero bloccati nella cittadina olandese per circa mezzo mese sotto il fuoco tedesco, e di cui meno della metà tornarono a casa. E ricordiamoci anche, non per parcondicio ma per dovere, che anche i soldati russi, mal equipaggiati e denutriti, dovettero affrontare una cosa tipo due anni e mezzo di marcia per arrivare a Berlino e mandare a casa i nazisti. Non penso che lo facessero per gli ebrei, o almeno non solo per loro, perché crederlo sarebbe ridicolo. Ma diavolo, Hitler l'hanno crepato, si o no?! La Germania è diventata una democrazia si o no?! E allora, è possibile a sessant'anni di distanza non dare un piccolo omaggio anche da parte politica opposta a quei morti? Questo perché tante sono le responsabilità di Alleati e Chiesa quante sono le condizioni politiche e ideologiche da cui dipesero, e non sono a mio avviso argomentazioni da usare come strumento politico o per vendette o sentimenti di risentimento, perché se andiamo in giro a dire certe cose 1)sputiamo sopra della gente che si è fatta ammazzare per noi (a proposito di Chiesa, sapete che nei conventi di Roma e dintorni gli ebrei vennero accolti e nascosti?) 2)Si istiga un "odio" fra due anime del progressismo, quella democratica di area anglosassone e quella più a sinistra che in tempi in cui riemergono i gruppi nazisti è tutt'altro che consigliabile.


In definitiva, il ricordo è sacrosanto. Purché vi si ragioni sopra, si capisca cos'è successo e non ci si riduca a conclusioni affrettate o dettate da ideologie. Se c'è stato quell'orrore e tutti ne sono un pò responsabili, non usiamolo per fare propaganda contro questa o quella compagine politica. Per costruire la democrazia dobbiamo essere uniti, non continuamente alla ricerca di alibi per soffiare sul fuoco. La Storia dovrebbe insegnare che il Bene esiste solo quando si passa sopra, con la dovuta coscienza critica, a certe divisioni, e si prende una via unitaria, finalmente libera dall'odio.

24 novembre 2008

Il cinema noir per me

Solo poche cose possono descrivere lo scontro di personalità, la tensione narrativa, la precarietà, elementi distintivi del mio genere preferito.

Questa è una di loro


Da "Heat-La Sfida",
di Michael Mann (1995)

"The Wrestler"

Arriva il primo trailer del nuovo film di Darren Aronofsky, "The Wrestler", vincitore della Mostra del Cinema di Venezia 2008, con Mickey Rourke e Marisa Tomei. Sperando in una eccellente interpretazione di Rourke, devo dire che promette veramente bene, anche se la figura del combattente sul ring che lotta per trovare la redenzione è un argomento più che abusato ("Rocky", "Million Dollar Baby") e qui inserito solo in un contesto innovativo, quello dei Wrestler professionisti. La canzone che si sente è naturalmente "The Wrestler", composta da Springsteen per il film. Promette bene ma vale la pena ricordare che già in "Devils & Dust" c'era una canzone chiamata "The Boxer"... ho paura di essere in un terreno veramente troppo abusato. Aspettiamo e vediamo...

23 novembre 2008

Serata cartoon di ieri sera: da un estremo all'altro.

Ieri sera ho sperimentato come uno stesso modo di comunicazione può rivelarsi estremamente differenziato.

Ho di fatto visto, l'uno dopo l'altro, due opere diversissime tra loro sia per genere, sia per contenuti che per stile.

Non vi mettere a ridere, vi prego.

Ieri sera prima di cena ho visto di nuovo Balto su Italia uno, e l'ho trovato di nuovo un bellissimmo film d'animazione di orgogliosa tradizione spielberghiana con tanta avventura e tanti buoni sentimenti. Talmente tanti da chiedermi, ad un certo punto, se non mi stesse per prendere un attacco di diabete acuto per troppi zuccheri, perché "Balto" è il classico film in cui trovi i topoi del cinema per famiglie: l'eroe che deve dimostrare quanto vale attraverso la sua volontà, una bambina da salvare da un terribile destino, una bella principessa-cane che attende a casa il ritorno dell'amato, un cattivissimo cattivo che pensa solo a sé stesso e a dimostrare quant'è bravo (!)... insomma, il classico spettacolone da ammirare per commuoversi ed emozionarsi, un simbolo del mainstream, praticamente.

Beh, io dopo Balto mi sono messo a vedere su YouTube l'OAV a puntate di "Devilman-La Genesi", perché Devilman è sempre stato uno di quegli anime giapponesi che dovevo approfondire bene. Ora, "Devilman" è un classico anime anni '80 per ragazzi, anzi, è pure meglio (o peggio, fate vobis): è violento, privo di ogni buon sentimento, carico d'azione, gotico all'infinito e il suo protagonista è un mezzo demone. Alla faccia di Balto...

Devo dire che l'OAV era molto bello e appassionante. Mi è piaciuto tanto l'accostamento fra i personaggi, il senso di vuoto che aleggia su ogni cosa, la morte che domina, il sacrificio della bontà come solo mezzo per distruggere il male. Però di certo "Devilman" non è un cartone da spararsi con tutta la famiglia di fronte alla TV...

Mi fa ridere chi tenta di mettere a confronto i cartoni americani con quelli giapponesi, sia per denigrare sia per favorire l'uno o l'altro: primo gli anime non sono cartoni animati ma quasi "disegni in movimento", ossia sono uno stadio del cartone animato che va sempre di più a congiungersi con le altre arti (cinema e pittura in primis). Poi, spieghiamo subito che gli anime non sono stati fatti per i bambini, ma per ogni età. In Giappone il mercato manga e anime va così forte non perché tutti i bambini dai tre ai dodici anni vanno a guardarsi una gamma di cartoni che va da "Gigi la Trottola" a "Evangelion", ma perché il cartone animato ha praticamente soppiantato il cinema e così ogni tematica, anche quella per adulti, trova destinazione nell'anime. In Giappone "Evangelion" non se lo guardano i bambini, bensì i grandi manager o i professori di scuola, perché è un fenomeno culturale che investe tutte le fasce d'età. In occidente il cartone animato, semplicemente, nasce e cresce come prodotto per l'infanzia, è una questione culturale. Ecco perché molti otaku nostrani (leggi: lettori di manga) sputano su "Balto" e gridano alla potenza dell'anime giapponese: semplcemente non si rendono conto che "cartone animato" a "anime" sono sempre meno la stessa cosa. In Giappone, un cartone per bambini è "Naruto" che comunque non mi sembra abbia la vera qualità di un "Inuyasha e di un "Evangelion".

Concludendo, devo dire che è stata una serata veramente folle e che mi ha comportato un certo shock. Insomma, passare dalle tenerezze spielberghiane agli spargimenti di sangue del maestro Go Nagai non è certo una passeggiata, ma è istruttivo perché ti ricorda che anche un singolo mezzo di comunicazione può avere molteplici modi d'applicazione. A mio parere anche "Balto" è un prodotto di grandissimo valore nonostante la retorica e via dicendo. Semplicemente, ha un altro target, che è altrettanto utile e giusto da mantere quanto gli anime alla "Ken il Guerriero" che tanto mi piacciono.





22 novembre 2008

I misteri del Lazio

Ho inserito una casella per indicare i libri che più mi interessano a seconda dei periodi.

Il libro che ho scelto per il momento è una pubblicazione di consultazione trattante i misteri legati a diverse località del Lazio. Ad esempio vi sono riportati episodi come il presunto avvistamento degli UFO a Tuscania o la presunta esistenza degli spiriti a Canale Monterano.

Molte notizie debbono ovviamente essere prese con le pinze, perché sono notizie anche piuttosto insolite o inclini al possibile sensazionalismo di un'epoca, la nostra, in cui speculazioni pseudostoriche, revisionismo e complottismo dilagano a macchia d'olio. Eppure ci sono notizie estremamente interessanti da un punto di vista iconografico, culturale, geografico. Costituiscono, insomma, un ottimo spaccato del patrimonio delle leggende popolari laziali.

Personalmente ci ho trovato eccellenti spunti per i miei racconti noir. Per molto tempo ho sentito che il territorio laziale, che io trovo meraviglioso e che ho girato in lungo e in largo in diciannove anni (fra gite normali e uscite Scout), fosse una specie di scrigno contenente miti e leggende da scoprire, oltre ad essere un tesoro artistico. Ora finalmente ho il libro, che rappresenta la chiave di quello scrigno. Posso sapere quali segreti celano le necropoli o le magnifiche abbazie circestenzi (Casamari e San Martino nel Cimino in primis) e quali fattacci di sangue hanno ispirato le leggende popolari. Ad esempio, a Bracciano abbiamo avuto una serial killer e nessuno lo sa!


Non ho intenzione però di riprendere le leggende e di rifarle passo-dopo-passo sotto forma di racconti, perché richiede troppo tempo per i sopralluoghi e la documentazione. Ma la cosa più interessante per me è entrare nell'"atmosfera giusta" attraverso queste storie e trovare magari "elementi" da poter usare per le storie. Ad esempio è un pò che mi frulla in mente un'idea riguardante Canale Monterano, un soggetto che potrei usare per una sceneggiatura essendo una possibile location a due passi da casa. Devo dire che non bisogna mai sottovalutare il territorio in cui si vide. Guardate qui:


Molti sapranno già dov'è questo posto.
Ma quelli che non lo sanno, si chiederanno: Cornovaglia? Galles? Bretagna? Qualche bellissimo luogo sperduto in Umbria?
No. E' Tuscania, in provincia di Viterbo!

Questa lettura mi ha dato l'impulso per provare a cimentarmi, accanto alla mia produzione di polizieschi noir classici sullo stile di Mann e Tarantino, un altro sottogenere che ancora manca: il mistery alla laziale. E fidatevi: non c'è il minimo rischio di fare la figura dei peracottari!

21 novembre 2008

Internet e la musica


Spesso mi perdo sulla rete, in particolare su YouTube, per cercare qualche canzone orecchiata a cavolo su MTV, o sentita in una pubblicità, o in un film. Oggi, anche senza E-Mule, si è capaci di trovare cose straordinarie. Ad esempio su YouTube si trova un video del concerto di Bruce Springsteen assieme a Michael Stipe dei R.E.M. (che, come dice Wiki, va letto ar-i-em) mentre cantano Because the Night, che di solito viene cantata da Patti Smith (occhio: non è sua, Springsteen la scrisse per lei).

Oggi come oggi il web ti permette di trovare quello che vuoi quando vuoi, e questo per me vuol dire tanto. Non per i soliti quattro luoghi comuni del "attraverso internet siamo tutti più vicini" e via dicendo, ma semplicemente perché oggi un appassionato dei R.E.M. collegato a internet può avere a disposizione tutto ciò che vuole, magari può trovare anche chicche da sogno, come interpretazioni live di classici cantate dal suo gruppo preferito... vent'anni fa, quando la mia generazione era ancora nella culla, si doveva andare al negozio di cassette, mettersi a spulciare alla ricerca di quella giusta, comprarla, portarla a casa, sentirla. Magari poi sentivi che manco era la versione che cercavi te, e magari per trovare quella lì dovevi andare a Roma centro, cercare fra decine di raccoglitori la tua cassetta e poi affrontare di nuovo il viaggio in treno (nella migliore delle ipotesi) fino a casa... oggi no! oggi vai su YouTube, digiti "R.E.M." e hai tutto quel che vuoi... incredibile... so che sto parlando come un matusalemme che pare aver subito in pieno la pizza nello stomaco della "rivoluzione informatica", cosa che ho subito solo da lontano, attraverso mia sorella più grande, ma urka raga, ricordo pure che fino a sei-sette anni fa per cercare una canzone scaricabile da internet dovevi 1)avere un antivirus con le palle, 2)incrociare le dita sperando di beccare il sito giusto, per il quale magari tu non avevi il programma adatto... oggi addirittura trovi i video... il computer abituerà anche alla vita sedentaria, ma diavolo, vuoi mettere la comodità per noi nerdacci zozzi nel cercare quello che serve per le nostre elogubrazioni fuori di testa?!!

Collegamenti utili

"Sentiero Selvaggio" parlerà molto di cinema, di letteratura e di musica, ma anche di Storia, politica e attualità, quindi ho voluto creare due serie di link, una per elencare i miei film preferiti e collegarli con le loro pagine sul sito di "FilmTV", sul quale scrivo opinioni da molto tempo con il nick "Spielbergman" (provvederò anche a collegare le mie recensioni...), mentre l'altro elenco è per i siti di consultazione che uso di solito per divertirmi e cercare informazioni su ciò che mi interessa: You Tube, Wikipedia, IMDB, Film tv stesso. Rimanderò spesso a You Tube, perché ci vado praticamente ogni giorno a cercare spezzoni di film e cartoni animati, video interviste/recensioni/making of e quant'altro. Quando a International Movie Data Base, lì troverete ogni film dal 1890 ad oggi con tanto di commenti e foto, una cosa straordinaria!! Un giorno ci troverete anche i miei film, ahahahahah!!

"Film TV" l'ho messo proprio per partigianeria, ma anche perché è un sito di cinema niente male, ci troverete svariate pellicole recensite, foto, trailer anche vecchiotti, e poi vi invito a partecipare alla community: ci sono molti bravi appassionati di cinema, e se vi iscrivete entrerete a parlare e a instaurare anche buone amicizie (o incredibili antipatie, fate vobis!). Wikipedia infine è uno strumento di ricerca essenziale, perché se è vero che le informazioni che ha sono a volte dozzinali e un pò superficiali è anche vero che è veloce e ha dentro molte notizie. Così almeno avrò qualche riferimento ipertestuale per i post.

Stamattina piuttosto mi sono alzato con l'intenzione di recuperare un'altra vecchia gloria del passato: "Caccia a Ottobre Rosso" di John Mctiernan, il regista di "Die Hard"! Non lo vedo da molto tempo ma mi è stato detto che è un thriller fantapolitico favoloso. Penso che lo ordinerò in DVD, crisi permettendo!

19 novembre 2008

Perché "Sentiero Selvaggio" e non più "La Terra di Mezzo"?

Bah, perché quel mio vecchio blog stranamente l'ho sempre sentito lontano da me.

Non rifletteva più le mie passioni, le mie necessità. Non aveva "la faccia giusta", mentre invece qui posso esprimere al 100% quello che penso. Questo è un blog "artistico", io nel mio piccolo mi sento un artista (non totalmente, in verità. Spesso cedo alle lusinghe della Storia, che è scienza spesso molto più fredda e analitica di quanto si creda, e della filosofia).

Di fatto volevo partire dall'evocazione di quelle immagini che mi fanno letteralmente morire, per poi parlare di ciò che sento. Ad esempio, guardate questa.




Questo è naturalmente "Sentieri Selvaggi", di John Ford, con John Wayne e Nathalie Wood. E' un film che ho amato molto e che consiglio, naturalmente, ma questa non è una recensione; è una riflessione. Quando vidi questo film rimasi folgorato dalla storia del protagonista, un cowboy, Ethan, che deve cercare sua nipote rapita dagli indiani anni prima. La cosa più bella del film è che te segui le imprese di questo povero cristo che tenta di trovare un senso alla sua vita pur avendo commesso tanti sbagli; spesso ne compie anche durante la sua ricerca. Bello, eh?


Beh, "Sentieri Selvaggi" fu pensato da John Ford come una metafora di un'epoca in cui l'America era persa, perché dopo la guerra c'era già un capitalismo corruttore e spietato, che stava pian-piano mangiando i vecchi valori: famiglia, sentimenti umani di solidarietà, vecchie tradizioni. Ma diceva che c'era ancora speranza nel futuro, c'era la speranza di una ricerca di qualcosa di più, qualcosa di più alto e di più bello. Ecco, quando io penso a come l'Italia e il mondo intero sono diventati oggi come oggi, penso che o ci disperiamo, o ci guardiamo tutti "Sentieri Selvaggi".

Non tutti hanno visto il film (che raccomando) e non tutti conoscono la storia, ma posso solo dire che alla fine del film la morale che ti viene in mente, pensando alla nostra epoca, è: diavolo, è un mondo allo sbando, ma devo stringere i denti. Pensavo che di riflessioni del genere ce ne fosse bisogno, oggi come oggi. Aggrapparsi alla speranza, ad un eroe, ad un ideale. Ma oggi come oggi anche questo può essere pericoloso. Se ti appoggi ad un'idea, questa ti si può ritorcere contro. Anche i grandi totalitarismi della Storia erano basati su idee volte a dare speranza e forza per andare avanti (pare strano, ma in un certo senso anche il nazismo). Quello che secondo me oggi si deve fare non è gridare a go-go un'idea; la si deve semmai sentire sentirla spirare nelle tue membra, convincerti che fa per te, e poi usarla come un riferimento nelle tue azioni. Ma a quel punto, non sarà più l'idea a cambiare il mondo, o più realisticamente ad affrontare meglio this hard land (occhio, springsteeniani!). Sarai solo tu a poterlo fare.


Alla prossima, belli.

18 novembre 2008

Bon soire

Non so perché me ne sto qui a chiacchierare senza senso davanti ad un sacco di gente che neppure conosco, anche perché ho un caso che mi aspetta e tutti i miei fuori di qui che non sanno cosa fare se non li segui passo-passo come una dannata baby-sitter...
Fatto sta che ormai ci sono e non mi posso tirare indietro.
Quindi, diciamo che questo posto è la mia piccola finestra sul mondo, un modo per mettere tutto quello che vedo a disposizione di tutti, per chiacchierare e per comunicare... oggi come oggi si comunica sempre di meno, non notate? Guardate, sembra un luogo comune ma è così, non si riesce più a comunicare bene: tutti vanno troppo di fretta... lo ripeto spesso quando indago, non so se c'ho mai creduto, in fondo è un dannato luogo comune, ma dannazione, ho paura sia la verità.
Bando alle ciance, ora parlerò come Fabio in modo da spiegarvi il perché di questo blog. Diciamo pure che "Sentiero Selvaggio" vuole essere per me un esperimento, una piattaforma interattiva attraverso cui comunicare in modo "diverso" sensazioni, opinioni, idee, per esporre passioni, cose che mi hanno affascinato e anche, soprattutto, per divagare un pò con la fantasia. Diciamo che avevo in mente di creare un posto in cui potessi senza problemi districarmi fra realtà e finzione, tanto per divertirmi. Sarò un pò scrittore, un pò blogger tradizionale, un pò giornalista, molto recensionista. E tenterò di esporre quello che sento dentro attraverso metafore, immagini, figure che spesso si rifanno al cinema o alla letteratura, miei grandi amori; soprattutto, da ora io non sarò più solo Fabio. Io sarò il detective Vincent Hannah.
A proposito, cominciamo col consigliarvi il film da cui ho tratto quest'identità... si intitola "Heat - La Sida", ed è stato diretto da Micheal Mann. Chiunque mi voglia seguire lo faccia... ma non prima d'averlo visto.