
Ho visto l'ultimo il chiacchieratissimo ultimo film dedicato alla leggenda dell'Uomo Pipistrello.
Risulati? Eccoli:
1)Ho trovato il più bel film fantasy degli anni 2000.
2)Nuova linfa ispirativa per me, perché "Il Cavaliere Oscuro" è un vero e proprio noir di quelli che piacciono a me... al mio nuovo romanzo, quando avrò voglia di riprenderlo, la sua visione avrà fatto molto bene.
3)Ormai sono stato rapito dal mitoo di Batman (e del Joker) talmente tanto che non ho resistito e ho comprato due albi da collezione del fumetto.
Ora, "Il Cavaliere Oscuro" è uno di quei pochi filmoni a cui è giusto che tutti si interessino, a differenza di tanti altri blockbuster superpubblicizzati da fa, critica e media. Il fatto che la sua storia sia legata a quella tristissima di Heath Ledger lo ha portato sulla bocca di tutti, e per fortuna ciò ha portato anche ad analizzare seriamente il film in modo da considerare anche la straordinaria riflessione socio-politica che porta con sé. "Il Cavaliere Oscuro", infatti, più che un film di supereroi è un'epica noir straordinaria. Incredibilmente, i suoi veri padri sono i film di Michael Mann, perché "Il Cavaliere Oscuro" pur muovendosi nell'ambito fantasy riesce come pellicola estremamente realistica e molto vicina agli schemi dei grandi noir del maestro di Chicago. Nolan ha detto di essersi ispirato a lui per diverse scene: ebbene, omaggi a "Heat" sono senza dubbio il prologo iniziale nella banca, l'interrogatorio di Joker che riecheggia in alcuni frammenti la chiacchierata fra DeNiro e Pacino nel caffe e infine la ripresa di Bruce seduto di fronte alla finestra dopo la morte di Rachel, scena che con quel suo blu intenso non può non rimandare a Robert DeNiro che guarda il mare dal suo attico; ancora, il frammento in cui Batman interroga Maroni nella discoteca presenta alcune note stilistiche che ricordato una scena analoga in "Collateral".
Ma non è solo questo.
Il film di Nolan, come quelli di Mann, emerge dalla melma dell'entertainment contemporaneo per la capacità di portare una forte riflessione morale all'interno del film, come facevano i grandi classici del cinema americano. A mio parere la metafora politica del film è esemplare. Con un tratto hobbesiano, Nolan sfrutta il film come occasione per rappresentare un'umanità malata di egoismo e pronta a buttarsi a capofitto nell'anarchia. La vera protagonista del film è difatti la città, con la sua popolazione pronta a sacrificare suoi stessi componenti per sopravvivere, quindi preda dell'egoismo. Joker è dipinto come un vero e proprio terrorista anarchico convinto di poter "purificare" l'umanità facendo saltare tutto in aria per condurre l'uomo ad un nuovo inizio. Infine Batman rappresenta l'ideale di eroe moderno, capace di poter proteggere la comunità e di salvare i valori inalienabili di libertà, giustizia, uguaglianza. Il risvolto è che però in un mondo crudele e senza speranza Batman potrà anche essere inamovibile e incorruttibile, a patto però che "si sporchi le mani". Nel finale l'eroe pipistrello dovrà scegliere anziché la via del giustiziere "buonista" e "retorico" quella del machiavellismo, del lavoro sottosilenzio, insomma, una via molto più silenzioso e di certo non trionfale per un "eroe". Questo secondo me è un discorso attuale, soprattutto per quel che concerne la politica. Non sempre la strada più facile è la migliore; non sempre la trasparenza ripaga. Batman sa di dover eliminare Joker perché con lui la civiltà andrebbe in frantumi, perché sa che il suo ideale di anarchia sarà nobile dal punto di vista teorico, ma messo in moto porterà solo altro sangue. Quindi, l'eroe deve agire in tutti i modi possibili, anche con il proprio sacrificio, per il bene della comunità. Beh, che dire... ha capito come dovrebbe essere la vera politica. E questo non è qualunquismo... è amarezza!
Aggiungo infine che di film come "Il Cavaliere Oscuro" oggi non se ne fanno più. Lui è l'highlander in mezzo ad un oceano di blockbuster che magari potranno anche divertire e stupire con gli effetti speciali (prendi "Pirati dei Caraibi"), ma che sotto il profilo della novità e dell'arte offrono pochissimo. Un noir straordinario...



