03 febbraio 2011

Nuovo anno, nuovo blog, nuove strade...

Oggi ho fatto qualcosa che mi riempie di spavento. Davvero, non sto scherzando. Non era previsto. Non era previsto perché iniziare un romanzo dopo un anno e mezzo che ne stai scrivendo un altro è qualcosa che dovrebbe
destabilizzare qualunque scrittore, secondo me. Il romanzo che ho già in corso, per quei pochi che non lo sapessero, è in fase di scrittura dall'aprile 2009. Mi dedico alla scrittura creativa da quando ero piccolo, i primi racconti sono di quando avevo dieci, undici anni. Ma solo nel 2009 sono riuscito ad affrontare la stesura di qualcosa che mi potesse veramente soddisfare. Una storia con una trama che mi accattivasse tanto da "costringermi" a perdere anni interi per delinearla bene. Mi sono preso i miei tempi e con mia grande felicità sta venendo come volevo io, sono riuscito a delineare la storia nel modo che volevo. Ho finito la prima stesura nell'ottobre del 2010 e ho quasi subito cominciato la seconda stesura della prima parte del romanzo. L'ho terminata venerdì scorso.

La storia è complessa, o almeno vorrei che lo fosse. Vorrei che tutto fosse perfetto, perché è un soggetto a cui tengo molto. Non so se sarà un bel romanzo, non potrò mai saperlo, saranno gli altri a dirlo. Spero di si, perché, passatemi il termine, con questa storia c'ho fatto veramente l'amore. C'è tutto quel che avrei voluto trovare in una storia fantasy-thriller, il genere a cui appartiene, e poi ci sono dei personaggi che mi portavo in testa da... non la sto sparando, è vero: ce li ho in testa da una decina d'anni. Dopo due anni c'è ancora tanto lavoro da fare, perché il lettore deve essere assolutamente colpito dai particolari della storia. Non penso sia facile scrivere un romanzo. Non l'ho mai voluto credere.

Dopo due anni, però, ti viene da chiederti se all'infuori di questa storia sapresti raccontarne un'altra, di tipo parzialmente o totalmente diverso. La risposta in teoria sarebbe "si", non fosse per una mia personale convinzione, che mi blocca: quanto altro c'è da raccontare, nel 2011? Insomma, abbiamo avuto milioni, e dico milioni, di racconti, romanzi, film... tutte le trame sono state largamente esplorate, i teorici hanno scritto saggi sulle storie più belle mai scritte, alcune sono capolavori inestimabili. A me non piacciono le minestre riscaldate, voglio rinnovarmi. Se devo scrivere un horror, per esempio, per quanto io sappia che non è un racconto con cui devo vincere un premio o essere riconosciuto per chissà quale onore, io non riesco a scrivere qualcosa che altri hanno già raccontato. Che senso ha rifare "Shining"? Che senso ha rifare migliaia di volte "Halloween" per divertirti a far sgozzare giovani disinibite da un tipaccio col passamontagna in faccia? E' vero, siamo nell'età del post-moderno ed ormai si campa di citazionismo, di rielaborazione, ma io non ci sto. Fra una brutta copia e un originale preferisco l'originalità. Per carità, sempre che la mia sia originalità e non rielaborazione travestita (!).

Insomma, stamattina mi sono messo di fronte al PC e, dopo aver lavorato sino a ieri sul capitolo 10 della prima parte, completandolo, oggi mi ha fatto effetto ricominciare dal "capitolo uno". A parte il fatto che non voglio perdere di vista il vecchio progetto per questo, per un pò mi sono sentito veramente libero. Sono stato contento, ho scritto un pò. Non so se domani avrò la stessa voglia di scriverlo, magari è solo un altro dei miei racconti destinati all'aborto (e sono parecchi...). Però oggi è stato divertente. Mi è dispiaciuto un pò il fatto che più o meno lavoro sulla stessa ambientazione della storia precedente, però potrebbe essere una buona occasione per mettermi alla prova.

Le storie sono fatti di elementi intercambiabili, tutto sta a saperli usare bene. Almeno credo.

2 commenti:

Unknown ha detto...

Che ci vuoi fare, Fabiè, come hai detto tu è la dannazione del ventunesimo secolo... Sapessi quanto mi danno anch'io per trovare storie originali!

Bigio ha detto...

"Sono stato contento, ho scritto un po'..."
Non hai bisogno di altri motivi. Continua così.