Eccolo qui.
Leggetelo e ditemi.
Che dire, dopo cotanta saggezza? Beh, direi subito che Eco ha ragione, ma questo è scontato. Se c'è una cosa che detesto è ripetere ancora cose che sono già state dette dieci, venti, trent'anni fa. Perciò, non dirò che in Italia la politica culturale fa schifo. L'ha detto Eco, non gli farò l'eco (sigh!).
La cultura, penso, è una grande forma di politica, anche se a mio parere deve essere poco politicizzata. Come dicevo l'altro giorno, il Rinascimento nacque e si sviluppò non attraverso una capillare opera di acculturazione da parte di Lorenzo de Medici o dei papi umanisti come Giulio II.

Il Rinascimento fu il frutto di un'ondata impazzita, che iniziò nel momento in cui gli uomini uscirono dal famoso "stato d'inferiorità" proprio del Medioevo. All'epoca come oggi esistevano oscurantisti e progressisti, folli rivoluzionari e folli conservatori, autorevoli innovazionisti e autorevoli uomini che preferivano restare com'erano. Rispetto a noi, sia chiaro, il Rinascimento ha poco da invidiare.
C'erano gli stessi mali, penso, forse anche qualcosina di più. Tuttavia accadde ciò che oggi possiamo riscontrare sempre meno spesso: c'era una buona distinzione fra ciò che è "bello" e ciò che non lo è. Mi sembra, cioé, che oggi la politica, l'arte, il gusto, non pongano più in positio princeps qualcosa riconosciuto "bello" attraverso un canone di bellezza. Sono i mali della società massificata: la lobotomizzazione dell'uomo e della sua creazione, il far fatica a non riconoscere il "giusto". Nel momento in cui in televisione mi dovrei sciroppare Mammuccari che si diverte a mostrare la gente che si tira le torte di escrementi addosso e nessuno parla posso forse meravigliarmi nel momento in cui abbiamo di nuovo i naziskin nella strade? Non penso, no?
Ah, non parliamo poi di quel che è successo a Pompei prima di Natale; se aveva ragione Foscolo a dire che i grandi popoli si riconoscono dalle vestigia degli antichi che li hanno preceduti, allora vuol dire che valiamo meno di zero.
Per concludere, è triste che debba ripetere gli stessi concetti già detto l'altro giorno, francamente vorrei continuare a parlare del '500 e delle sue meraviglie. Tuttavia, mi sembra che diffondere il verbo di uno dei più interessanti letterati italiani del dopoguerra sia già un "piccolo" segnale di cultura. A dopo; penso proprio parlerò ancora, oggi. A dopo.
3 commenti:
Fa,come al solito sei brillante, intelligente. Devo dire che appena ho letto quell'articolo mi sono subito detto ''Sicuramente adesso Fabio ci fa uno dei suoi articoli strafighi sul blog''... ci sei riuscito, bingo amico mio. Hai azzeccato in pieno ciò che voleva dire Eco. Purtroppo sono d'accordo con lui: l'Italia che una volta, e non tanto tempo fa, era il paese più bello del mondo adesso sta sotto anche al Botswana, senza offesa. Comunque,viva l' Italia della pasta, di Manzoni, di Leonardo e di Cavour!!
''far fatica a riconoscere il giusto'' è questo il problema e come al solito Fa,hai usato le parole giuste,non c'è molto da dire,in effetti Eco ha già detto tutto,purtroppo ce n'è poca di gente come lui ma noi teniamocela stretta! Stefania
Mi sono sbagliato. No, oggi non ho più niente da dire. Scriverò.
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